Ricordate anche voi il tempo trascorso ad imparare le tabelline? Magari siete tra coloro che hanno avuto la fortuna di avere i genitori come assistenti, fatto sta che memorizzare calcoli di cui a quell’età si capisce poco il senso, può rivelarsi una vera impresa. Siate siate sinceri: anche voi trovate difficoltà a ripetere le tabelline successive al 6? Se è così forse il metodo che avete usato non è quello più efficace: senza ombra di dubbio vi possiamo di dire che è QUESTO l’unico affidabile…

Conoscete le tavole di Pitagora? Costituiscono un grande aiuto nell’apprendimento delle tabelline.

Le tavole di Pitagora hanno la prima riga e la prima colonna riempite con i numeri da 1 a 10. Gli altri campi contengono il numero risultato delle moltiplicazione tra un numero di una colonna e di una riga: ad esempio prendendo il 7 sulla riga e il 2 sulla colonna, il punto di incrocio è il 14. In altri termini il calcolo si riduce a 7×2=14.

Prima di usare la tabella è bene accertarsi che il bambino abbia ben capito la moltiplicazione: dovrebbe già essere in grado di eseguire velocemente sottrazioni e addizioni prima di passare all’operazione successiva. Per introdurgliela può essere utile fare il paragone con una serie di addizioni di uno stesso numero: ad esempio, 3+3+3+3 è uguale a dire 3×4, il risultato è sempre 12.

Attraverso l’uso delle tavole pitagoriche, al bambino sarà più facile capire che ad esempio 3×4 è equivalente a 4×3.

Tutti noi abbiamo studiato tabelline su un foglio che riportava ben 10 parti scritte, una per ogni numero. L’aspetto di tanti numeri ammassati sul foglio bianco non è di certo piacevole, e questo può spaventare i bambini compromettendo in maniera quasi permanente la loro abilità nelle tabelline.

Al contrario, la tavola pitagorica ha tutt’altro aspetto: è un unico quadrato, intuitiva e soprattutto si basa su un apprendimento visivo piuttosto che uno mnemonico. Ricordate che non tutti i bambini sono portati alla memorizzazione di dati. Per loro in particolare è necessario modificare il tradizionale studio delle tabelline.

I bambini dovranno sì ricordare il risultato delle moltiplicazioni, ma troveranno più facile farlo perché seguito da un apprendimento visivo e attivo.

Lo studio delle tabelline non sarà più solo l’ascolto e la ripetizione dei risultati fino alla corretta memorizzazione, ma sarà uno studio attivo: l’alunno dovrà toccare con le dita il foglio su cui si troverà la tavola pitagorica, dovrà cercare il risultato. Ecco perché le tabelline saranno un gioco da ragazzi!

via Curioctopus