Una coppia di archietti, Arturo Vittori e il collega svizzero Andreas Vogler, hanno ideato e realizzato una moderna cisterna in grado di raccogliere acqua in un modo molto intelligente. È stata pensata ovviamente per essere installata nei paesi in cui la reperibilità di acqua potabile è una grande difficoltà. La struttura reperisce acqua dall’umidità dell’aria e la condensa all’interno di una cavità della struttura stessa. È totalmente eco-compatibile ed è di facile assemblaggio, in modo da essere montata ed eventualmente riparata dagli abitanti dei villaggi.

In Africa le donne, spesso accompagnate dai propri bambini, fanno ogni giorno viaggi di decine di km per raccogliere acqua potabile.

L’idea degli architetti, chiamata Acqua Warka, non renderà più necessari tali spostamenti.

Si tratta di una torre creata con giunchi di bambù, rivestita da un tessuto a rete riciclato dalla plastica, il polietilene tessile.

L’acqua presente sotto forma di umidità nell’aria viene intrappolata nella rete e condensata. Il liquido raccolto viene immagazzinato in un contenitore apposito.

La struttura complessiva è molto leggera ed è facilmente assemblabile da 4 persone adulte.

L’idea è nata osservando la capacità di un piccolo coleottero del deserto di ricavare acqua dall’aria, condensando l’umidità sul suo addome.

Per quanto riguarda il lato estetico, quello di Acqua Warka è in completo accordo con la tradizione etiope che usa molto le canne di bambù nell’edilizia.

Warka in Etiope significa “albero di fico”: gli ideatori hanno scelto questo nome per richiamare l’abbondanza degli alberi di fichi e per ricordare l’importanza che hanno gli alberi nella tradizione africana: gli abitanti dei villaggi sono soliti radunarsi alle loro radici per festeggiare e discutere di organizzazione.

via GuardaCheVideo