Un saggio recita:“Non dare mai la colpa a nessuno nella tua vita. Le brave persone ti danno la felicità Le persone cattive ti danno esperienza. Le persone peggiori ti danno una lezione. Le persone migliori ti danno dei ricordi.” La chiave della felicità, infatti, si trova innanzitutto dentro di noi, nel punto di vista che decidiamo di adottare e da cui si dipana l’ascisse del nostro successo. Non è dunque la quantità di cose che possediamo a condurci al successo, bensì la ricchezza del cuore e della mente-la cosiddetta mentalità dell’abbondanza: liberiamoci quindi di cinque attitudini mentali sbagliate, che ci allontanano dal vero successo.

1. La mentalità della scarsità

Si tratta della propensione a prendere le decisioni più semplici solo per evitare i rischi e cavarsela : dopotutto, chi a scuola non si è accontentato di un “sufficiente”? Quando però ti accontenti in tutto ciò che fai, in realtà agisci per evitare la paura di non farcela, e né la tua mente né il tuo spirito si arricchiscono di nuove esperienze. La dottoressa Greenberg afferma che una mentalità della scarsità determina un processo decisionale impulsivo a breve termine che aumenta le difficoltà a lungo termine. Per superarla, consiglia di: essere sempre grati per ciò che si ha, non confrontarsi con gli altri, allontanare il pensiero ossessivo, adottare misure preventive e non essere avidi.

2. Il senso di inutilità

I sentimenti di inutilità possono assumere forme diverse – come il sentirsi  privi di attrattiva, intelligenza, salute o altro. È indispensabile ricordare a se stessi di essere unici e di incommensurabile valore, soprattutto per coloro che si prendono cura di noi. Il dottor Beck– riconosciuto come il padre della moderna terapia cognitiva- mette in guardia contro questo senso di inutilità, indicando tre modi per combatterlo: monitorare il pensiero autocritico su di te, scrivere questi pensieri  allorché si presentano (10-15 minuti ogni giorno), e, una volta oggettivati, fronteggiarli.

3. Giudicare e incolpare gli altri

In una società che valorizza più lo status e la realizzazione materiale invece della morale e della rettitudine, giudicare e incolpare qualcuno è una forma di negatività camuffata per sentirci meglio con noi stessi. Tuttavia, il solo risultato è di generare sentimenti negativi verso gli altri e noi stesso. Qualunque persona attraversi la tua vita, lo fa per una ragione (anche se nessuno di voi può esserne consapevole). Di conseguenza, ogni volta che stai per giudicare qualcuno, sorridi e saluta: in generale, sarai ricambiato subito.

4. Le cattive abitudini

Le cattive abitudini ci danno una gratificazione immediata, ma ci indeboliscono, poiché ci inducono ad essere miopi ed impulsivi- come la mentalità della scarsità. Per abbandonare una cattiva abitudine, bisogna sostituirla con un’altra sana, che renda veramente felici, rispondendo meglio all’immagine positiva che abbiamo  o vorremmo avere di noi.

5. Emozioni intrappolate

Queste emozioni, bloccate nel nostro subconscio, sono dannose perché sono difficili da ignorare, e ci influenzano senza che ne siamo consapevoli. Tuttavia, esistono vari modi per esprimerle in maniera positiva, tra cui l’intercettazione EFT (Emotional Freedom Techniques), una pratica potenzialmente efficace per il trattamento di diversi tipi di traumi emotivi. In un famoso studio accademico condotto da psicologi clinici sono stati dimostrati gli effetti positivi di questo trattamento su pazienti affetti da PTSD (Disturbo da stress post-traumatico).

via GuardaCheVideo